Quando si fanno le leggi elettorali l’unico obiettivo è l’ingovernabilità – Alessio Carlino M5s

Quando si fanno le leggi elettorali l’unico obiettivo è l’ingovernabilità.

Si, da qualche anno a questa parte sembra sia il requisito fondamentale per mettere tutti d’accordo e riuscire a varare le “regole del gioco”!

Infatti come è accaduto a livello nazionale con il Rosatellum bis, anche la Regione Lazio a ottobre 2017 ha approvato la nuova legge elettorale.

Qualche politico “nostrano” in pompa magna si è vantato di aver contribuito ad eliminare il listino bloccato e di aver inserito la parità di genere.

In realtà, però, le cose sono ben diverse e oggi possiamo dire che di buono in questa nuova legge c’è davvero ben poco.

A qualche giorno dalle elezioni dello scorso 4 marzo 2018 ci stiamo rendendo conto che anche la Regione Lazio, come il Parlamento, è di fatto ingovernabile.

Il vincitore non ha vinto, non avendo la maggioranza. Infatti l’opposizione, cioè chi è stato bocciato dai cittadini, è composta da 26 consiglieri.. (in totale ne sono 50)!

Può apparire strano, ma è la verità…

La sensazione percepita è che ci si impegni a trovare gli escamotage necessari a complicare le cose.

Sembra che si voglia creare un mondo di caos appositamente costruito in modo che chi sa come muoversi può arrivare ai propri obiettivi a prescindere se ha vinto o ha perso.

E le spese chi le fa secondo voi? Ma certo, è ovvio, noi cittadini.

E pensare che sarebbe stato davvero tutto più facile se fossero stati approvati gli emendamenti del Movimento 5 Stelle che puntavano ad introdurre nel Lazio il doppio turno ed uno sbarramento al 3 per cento per i gruppi di liste.

Adesso anche nel Lazio inizieranno le cosiddette consultazioni che in pratica non sono altro che un continuo chiacchierio tra i vari gruppi che come obiettivo non hanno altro che soddisfare gli interessi di tutti, tranne che dei cittadini!

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