Diamo la possibilità agli attivisti M5S di potersela giocare

m5s

Comunicazione e consiglio al movimento.

Alle amministrative 2017, che per il movimento 5 stelle si sono già concluse (non partecipando praticamente ad alcun turno di ballottaggio), c’è stata una ultima, sacra e soprattutto realistica presa di coscienza: nelle città e nei paesi una sola lista non può neanche pensare di competere con le corazzate messe in campo dagli schieramenti tradizionali.

Ci sono luoghi in cui ci si misura contro 10 liste di centro destra e altre 10 del centro sinistra e altre preparate dalle coalizioni civiche.

[pullquote]La battaglia è certamente impari.[/pullquote]

Centinaia di candidati che “corrono” per la città a caccia di voti contro uno sparuto numero di pentastellati. La battaglia è certamente impari.

Di solito il candidato medio punta molto sulla parentela, che a sua volta, nella maggior parte dei casi, si sente quasi obbligata a corrispondere la propria preferenza alla propria linea di sangue anche se ha idee differenti. Immaginate un esercito di candidati, abilmente selezionato per numerosità di parentele, che “ipoteca” tutti i voti dei propri familiari e degli amici di quest’ultimi. Si, perché poi ci si sente anche responsabili della bella figura del proprio figlio o nipote che sia!

In pratica i liderini politici locali, che spesso sono persone che hanno istaurato da tempo malsani legami con la parte marcia delle città in cui si collocano, studiano a tavolino le migliori soluzioni per proseguire il loro percorso piazzando sulle massime poltrone cittadine propri “yes man” con lo scopo di mantenere il potere il più a lungo possibile.

Contro tutto questo una lista sola cosa può fare?

Anche il traino che proviene dal nazionale viene molto ridimensionato.

Il risultato è la debacle delle ultime amministrative.

Ora però chi comanda nel M5S secondo me deve riflettere attentamente e porsi una domanda fondamentale riguardante la quantità di interesse che si ha nel voler governare anche le piccole città.

[pullquote]A Grillo e Casaleggio non interessano i piccoli comuni.[/pullquote]

Infatti, a mio giudizio, finora l’M5S non ha posto troppo l’attenzione sui piccoli comuni giocando un po’ in difesa. Come a dire…quelli governateli voi, li ci escono troppi scandali e noi ne usciremmo indeboliti.

Inoltre credo che ci siano altre motivazioni che portano alle sconfitte alle comunali.

Per esempio in molte città il simbolo del movimento 5 stelle è finito in mano a persone che la comunità giudica (perché ricordiamoci che la comunità giudica) come poco credibili o poco di buono. Personalmente conosco referenti cittadini del movimento che sono conosciuti come ubriaconi da moltissimo tempo. Altre sono persone inconcludenti o violente. Altri ancora sono coloro che non hanno mai avuto spazio in altre coalizioni e ora, essendo i più anziani iscritti al m5s, decidono chi deve o non deve farne parte.

Questa situazione purtroppo pregiudica anche l’avvicinamento di forze nuove e di qualità che certamente darebbero un rinnovato slancio alla coalizione.

[pullquote]Professionisti, imprenditori, commercianti…insomma persone credibili![/pullquote]

C’è bisogno di persone rappresentative e credibili provenienti dai vari settori produttivi della città (imprenditori, commercio, professionisti, ecc.) in grado di far percepire alla collettività che i referenti del 5 stelle non sono solo coloro che si lamentano, ma che sanno proporre ed amministrare. Deve passare il messaggio, finora purtroppo mancato soprattutto a livello comunale, che la fiducia nei candidati m5s è ben riposta.

Anche Grillo secondo me dovrebbe variare la propria comunicazione.

Come massimo esempio dei tempi che stiamo percorrendo dobbiamo prendere il voto francese che ha scelto il rappresentante della conservazione intelligente e competente, persona pacata in grado di trasmettere serenità e fiducia.

Forse sta finendo il tempo di urlare e contestare tutto e tutti. Lo sta capendo anche Salvini.


Ma questo è solo un mio punto di vista. 😉

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