Dai funerali di Genova parte la terza Repubblica

Alcune volte le tragedie diventano eventi simbolici e confermano quelle sensazioni che noi cittadini percepiamo nell’aria.

Stavolta il dramma di Genova sancisce inequivocabilmente la nascita della terza Repubblica!

L’altro ieri, durante i funerali di Stato di alcune delle vittime del crollo del ponte Morandi, abbiamo assistito ad un’Italia che sta girando pagina.

I tantissimi cittadini presenti, intristiti e sconvolti per l’accaduto, ad un tratto, in maniera del tutto spontanea, al passaggio dei due Ministri più rappresentativi del Governo Conte, hanno mostrato la loro completa approvazione con un lunghissimo applauso e con frasi di acclamazione.

Si è visto qualcosa che non si era mai visto prima; in genere nelle altre tragedie i rappresentanti del Governo venivano sommersi da proteste e fischi in quanto ritenuti responsabili di lentezze, ritardi ed errori.

Anche in questo caso ci sono state vistose lamentele, tutte indirizzate verso gli esponenti delle altre forze politiche presenti.

Una tale manifestazione di stima c’era stata, forse, nel 1968 quando l’allora Presidente della Repubblica Pertini davanti le telecamere gridò la parola vergogna rivolgendosi al Governo che tardava ad inviare gli aiuti necessari alle popolazioni dell’Irpinia che erano state vittime di un grave terremoto.

L’accaduto, che con questo pensiero sto sottolineando, è prova provata che la gente elogia l’operato di questo Governo e che è disposta a tralasciare qualche piccolo errore dato dall’impeto della giovane età.

Gli applausi dell’altro ieri devono far sentire ai rappresentati di questo Governo – in primis Di Maio e Salvini –  che grande aspettativa c’è su di loro e sul loro operato che non dovrà essere disattesa.

Quegli applausi venuti spontaneamente in un’occasione così tragica possono segnare definitivamente il passaggio dalla seconda alla terza Repubblica.

A prescindere dalla questione della possibile revoca ad Autostrade Spa della gestione delle infrastrutture viarie italiane, i cittadini stanno percependo che si vogliono rimettere in discussione quelle scelte strategiche degli ultimi vent’anni, fatte all’oscuro degli italiani, che hanno immiserito la gente e distrutto lo Stato.

Spero vivamente che le aspettative e le speranze del popolo non vengano rese vane anche stavolta.

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